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innovatorieuropeibelluno
11 gennaio 2009
E SE CAMBIASSIMO TUTTO ?
 

FINI E VELTRONI. FORSE UNA STRADA PER USCIRE DALLA POLITICA AFFARISTICA DEL BERLUSCONISMO ?

Nel lungo termine - mi riferisco al periodo di osservazione che ciascuno di noi potrebbe aver fatto nei confronti dei vari leaders politici italiani – sicuramente dovrebbe essere emerso un giudizio sulla serietà o meno di ciascuno di loro. Dico subito, allo scopo di sgombrare potenziali epiteti di essere un soggetto parziale ed anche per fare un esempio su quanto sto per dire, che a Gianfranco Fini, leader del MSI, anche se in completa antitesi al mio pensiero politico, non potrei mai attribuirgli un giudizio di poca serietà politica, come non lo potrei fare per un Veltroni, e diversi altri di entrambi gli schieramenti politici, mentre avrei delle serie difficoltà, per esempio, ad esprimermi positivamente su Berlusconi e Bertinotti, e diversi altri loro… accoliti, non escludendone parecchi anche dello stesso Fini.

Questo preambolo per dire che accoglierei ben volentieri un dialogo, come starebbero ora per fare Veltroni e Fini sulla Giustizia, non solo, ma mi spingerei anche oltre ipotizzando (non perché ne sia convinto ma perché forse potrebbe essere una strada per dare moralità politica al paese) che una coalizione fra questi due leaders appartenenti a schieramenti diversi, potesse potenzialmente trovare un punto d’intesa per bandire il berlusconismo di cui, anche se non lo dice apertamente, Fini ne dovrebbe avere piene le tasche… (i fatti di questi ultimi giorni docent !)

Si tratterrebbe di una rivoluzione copernicana, è vero, ma per quanto tempo saremo ancora disposti a tollerare un andazzo politico di questo genere che, tra l’altro, ha messo definitivamente in disparte il cittadino dal suo democratico diritto di scegliersi e di votare il proprio candidato ?

Perché non si fa un pensiero sulla triade Veltroni-Casini-Fini, magari con l’aggiunta di Di Pietro, i quali, in base al ragionamento che facevo dianzi, mi sembrano – chi più chi meno – ancora persone politicamente accettabili, per poi scaricare definitivamente Berlusconi dalla scena politica ?

Sono consapevole di chiedere la…luna e di bestemmiare politicamente, ma vi pare che non sia peggio ciò a cui ogni giorno siamo costretti ad assistere, spesso e volentieri ora soprattutto nel settore della giustizia che qualcuno la vorrebbe organizzare “ a suo uso e consumo” ? Come questo “qualcuno” ha già fatto con il lodo Alfano ? D’accordo, ognuno di noi dovrebbe pagare un scotto nel senso che a Caio, per esempio, Casini o Veltroni potrebbero piacere un po’ meno, così come, analogamente, potrebbe essere per Di Pietro o altri di questa “quaterna”.

Mi piacerebbe tanto che il potenziale dialogo sulla giustizia, appena ipotizzato fra Veltroni e Fini, potesse dischiudere uno spiraglio di serietà in questo paese che, diciamocelo a voce alta, è diventato una sorta di letamaio politico, nel quale, al posto dello stallatico in continua ebollizione chimico-organica, si muovono gli affaristi di professione. Fatta salva qualche eccezione.

Mi scuso dello sfogo politico, se vuoi anche scurrile, ma si tratta di affermazioni trite e ritrite che si sentono dire ogni giorno, non solo dalle stesse Istituzioni, ma anche da tutti quei cittadini a cui è stato tolto la facoltà di esprimersi democraticamente. Ed ai quali è stata altresì imposta una discriminazione all’art. 3 della costituzione, articolo che prevede che la legge sia uguale per tutti.

Ah dimenticavo, come si potrebbe chiamare un nuovo potenziale soggetto politico, come quello da me ipotizzato ? Forse .. ”Nuova dignità popolare” ?

Oppure: “Né di destra né di sinistra…”

A buon intenditor…

ARNALDO DE PORTI




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7 gennaio 2009
ALCUN RICORDI, MONITO PER IL PRESENTE
 

Le Presidenze della Banca Commerciale Italiana

Da Enrico Cuccia a Raffaele Mattioli, senza dimenticare Gaetano Stammati, Antonio Maccanico, Antonio Monti, Enrico Braggiotti, Sergio Siglienti

Non vorrei mancare nei confronti dei Presidenti che si sono succeduti a Cuccia, Mattioli e Monti se non sono in grado di citare qualche ricordo in più sulla scorta della mia memoria storica, ma sono certo, quasi al cento per cento che, anche per tanti altri della mia età, non sarebbe facile farlo. Del resto, è difficile anche parlare dei primi tre presidenti da me citati, il cui ricordo è riconducibile alle mie vicissitudini personali, legati al mio excursus professionale, lontano ovviamente…anni luce dalle loro posizioni, ma anche alle notizie che ho avuto modo di conoscere nel corso degli anni.

Vorrei incominciare con Enrico Cuccia, personaggio che, quando sono entrato io in Comit, precisamente in Piazza della Scala, a due passi da Mediobanca di Via Filodrammatici (ora piazza Enrico Cuccia), sembrava ancora presente in Banca Commerciale: non passava infatti giorno che non sentissi parlare direttamente o indirettamente di lui o della “sua” Mediobanca. Non solo, ma mi capitava anche abbastanza spesso di incontrarlo mentre egli si recava in ufficio, passando attraverso il porticato del Teatro La Scala per avviarsi appunto in Via Filodrammatici. Devo dire, più in chiave giornalistica che obiettivamente storica, se vuoi anche un tantino in chiave “ dialetticamente sportiva”, che Enrico Cuccia l’ho conosciuto così per mezzo secolo, senza intravvedere in lui un minimo di trasformazione fisica dovuta agli anni: soliti passi, soliti giornali stretti fra meno e petto, testa bassa, sguardo schivo e serio, tanto che un giorno, fra me e me, mi sono detto : “ O quello lì è sempre stato vecchio anche da giovane…o non è mai stato giovane…” Di certo è che la testa di quest’uomo, deve essere maturata ben presto rispetto agli altri mortali. Egli è morto, come sappiamo, nel 2000, a 93 anni. Il che sta a significare che la sua longevità gli ha permesso di fare da …lunghissimo ponte fra due generazioni di bancari, compreso quella del sottoscritto. Ma per me non è finita qui. Infatti, da qualche tempo a questa parte, continuo a pranzare con… Enrico Cuccia. Si, è proprio così… Infatti, nel Ristorante ove normalmente vado a mangiare, la Trattoria Aurora di Feltre, vedo una foto incorniciata del Presidente di Mediobanca estrapolata da “Uomini e Business”, mentre sta incamminandosi verso l’ufficio. Guardandola, non solo provo un transfert verso un pezzo di storia, ma mi pare anche che egli stia lì a dirmi…”Buon pranzo”, ricordandomi che, se l’Italia si è rimessa in moto dopo la guerra, lo si deve in gran parte a lui. Avrei tante cose da ricordare su questo banchiere tra i più conosciuti del mondo, ma mi riservo di farlo, qui di seguito, parlando negli intrecci di questo personaggio con Raffaele Mattioli.

Dico subito di aver conosciuto e...parlato con Mattioli, durante un passaggio, da lui concessomi in… ascensore (che i commessi avevano tenuto fermo in quanto stava arrivando il Presidente, come ho già avuto occasione di scrivere in passato su questo nostro giornale).

Ebbene, Raffaele Mattioli, aveva una concezione finanziaria diversa rispetto a Cuccia. Il primo aveva in mente un modello di finanza legato al potere politico di turno, restando però sopra di esso, mentre per Cuccia erano gli interessi delle grandi famiglie che dovevano prevalere, tant’è che quest’ultimo diceva che …”le azioni non si contano, ma si pesano…”, escamotage questo per blindare le società nelle mani dei soci minoritari.

Orbene, chi era Mattioli ? Presidente per 30 Anni della Banca Commerciale Italiana, antifascista che andava d’accordo con… Mussolini, ma anche con Togliatti dal quale era spesso ospite segreto. Disprezzava le Logge e la Massoneria. Di lui , specie i paesani di Vasto dove era nato, lo descrivono come “cinico, bugiardo, ma anche gran burlone…” Evidentemente l’aggettivo pesante di “bugiardo” deve esserselo meritato sul campo in quanto non avrebbe mai mantenuto la promessa di far visita al paese natale, dopo essere diventato Presidente della Comit…almeno così si giustificano quelli di Vasto.

Ricordo, anche per averle lette, le relazioni di bilancio della Comit. Esse, scritte ovviamente da Mattioli, si avvicinavano di più (se non fosse stato per i numeri aridi) a dei trattati di filosofia, agli ambienti sanitari (sclerotizzazione dei rapporti bancari, sublimazioni fra conto economico e patrimonio ecc.ecc), tant’è che si potevano leggere con vero interesse.

Ovviamente, fra Mattioli e Cuccia c’erano degli intrecci il cui standing sarebbe difficile da esaminare e valutare. Va detto che Giuseppe Toeplitz, ebreo nato a Varsavia, agevolò l’ingresso di Mattioli in Comit, lasciando a quest’ultimo il compito di rimettere in sesto la banca che, per la sua disorganizzazione, era prossima al dissento. Ma Toeplitz era per un liberismo sfrenato, totalmente senza regole che avrebbe portato il paese al fallimento; insomma, a mio avviso, una sorta di Berlusconi di adesso, mentre Mattioli sapeva contemperare ogni esigenza del mondo economico posando lo sguardo anche sul sociale. Ed alla fine, quest’uomo si è meritato un titolo di prima pagina sul quotidiano francese “Le Monde”: che lo definì : “Le plus grand banquier italien dépuis Laurent de Medici”.

Vorrei brevemente concludere dicendo che, dopo questi due grandi uomini, le cose sono cambiate. Non certo perché coloro che si sono succeduti non fossero uomini di valore, ma perché successivamente il paese ha subito una grande metamorfosi sociale, economico-finanziaria. Per citare un esempio, con l’avvento di Gaetano Stammati a Presidente, già Ragioniere Generale dello Stato, si è voluto infatti favorire la politica, tant’è che Mattioli l’aveva ben capito soffrendone a dismisura, per poi morire soltanto un anno dopo.

Ricordo poi molto bene Antonio Monti, essendo stato nella sua segreteria, con l’inseparabile segretaria Avolio (a cui va il mio saluto se leggerà questo pezzo), in un periodo in cui Mamma Comit aveva deciso di mandarmi dapprima in Africa, poi in America, ricevendone però da me un…gran rifiuto, circostanza che mi costò almeno dieci anni della mia carriera. E poi, Sergio Siglienti, Maccanico, Braggiotti ed altri che non ricordo, essendo stato, nel frattempo, trasferito nelle diverse filiali italiane. Ho dimenticato Ugo La Malfa negli intrecci con Mattioli, con Indro Montanelli, Leo Valiani, persino con D’Alema e Romano Prodi ai quali erano quasi tutti vicendevolmente legati.

Quando è morto Cuccia, Berlusconi disse : “Cuccia era unico: per la sua veneranda età, per la sua lunghissima esperienza, per la sua lealtà senza paraocchi, mai supina verso l’establishment capitalistico italiano”. Una cattiveria: pensava forse, sviolinando come ha fatto con queste parole e poi con i fatti, di inserire la figlia in Mediobanca… la butto già alla Andreotti, secondo il quale, pensando male, a volte ci si indovina….

Permettetemi di finire davvero con una riflessione. Di una cosa sono assolutamente certo e cioè che questi uomini, in vita loro, non hanno mai proferito il nome “Berlusconi”, che pur cercava inutilmente di inserirsi in quegli ambienti, come ha scritto anche Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera del 24 giugno 2000.

Segno evidente che l’economia si rimette in sesto ancora con il buon senso dei Mattioli, dei Cuccia e non certo con delle “ballerine” che Berlusconi vuol presentare al prossimo G8 alla Maddalena, come ha scritto ieri anche il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung .

Questa non è politica, ma marketing politico!

Lontano anni luce dagli interessi del Paese.

ARNALDO DE PORTI




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27 dicembre 2008
MERITIAMO FAME E DISOCUPAZIONE ?
 

GLI ITALIANI ? UN POPOLO DI MASOCHISTI, CHE MERITA FAME E DISOCCUPAZIONE ?!

Sono certo di sollevare scalpore, ma - oggi come oggi – se la dialettica non è provocatoria sino al limite dell’offesa (come sta facendo il team dell’attuale governo anche contro di me) tutti fanno finta di niente con tanto di “spalle a coppo”, come si usa dire in gergo, tanto che, mi verrebbe da pensare, che dette spalle a coppo degli italiani potrebbero sostituire egregiamente, anzi meglio ancora, i tetti degli edifici di tutta Italia.

Ma non vedete, Cari Italiani, cosa sta succedendo ? Questo governo che, ogni giorno ci prende in giro, non fa altro che creare disoccupazione e difendere gli interessi dei pochi che lo compongono, tant’è che la forbice fra ricchi e poveri, ha finito persino di la sua corsa di normale apertura per rompere sia il dado che la vite…che tengono insieme le due lame. E qui, credetemi, la crisi che investe l’Europa e l’America non c’entra niente.

Vi ricordate che qualche anno fa, lo stesso governo che ci ritroviamo fra le….dava la colpa alle..Torri Gemelle quando le cose non andavano bene ?

Prodi, sarà quel che sarà, ma lo si deve al suo governo se, ora come ora, le entrale sono salite del 46% da gennaio a novembre di quest’anno, grazie alle iniziative dal medesimo poste in essere allo scopo di stanare gli evasori fiscali lo scorso anno e quindi, è davvero penoso assistere a scene trionfalistiche dei Gasparri, dei Tremonti e dello stesso Berlusconi,che non esprimono altro se non un aspetto miserevole di questo governo che non fa altro che autocelebrarsi ovunque, ora – purtroppo - anche con la compiacenza di diversi mass-media, assuefatti da una propaganda mediatica che ogni giorno, anche per la sua singolare falsità, mi avvilisce come quando assistiamo alla status della povera gente che non ha di che sfamarsi e scaldarsi, mentre gli altri sputano persino sulla loro già troppa opulenza !

Quando ve lo dicevo pure io, Cari Italiani, che saremmo arrivati a questo punto, non ho avuto risposte serie, ma solo offese e, qualche volta anche delle lettere anonime da parte di personaggi meschini e vigliacchi, ma ora la frittata è fatta.

Il Signor Berlusconi, ma anche i suoi accoliti, dovrebbero prendere in mano i vari moniti papali insiti su ”Rerum Novarum”, su “Mater et Magistra”, su “Sollicitudo rei socialis” e, forse, capirebbero che per governare non bisogna “darla da intendere” perché il popolo è “bue”, ma che sarebbe invece necessario riflettere sul fatto che un governo che governa con la forza, alias violenza, finisce per ingenerare violenza sociale. Non per niente anche Papa Giovanni Paolo II diceva bisogna rimuovere quella violenza strutturale che genera altra violenza. Si rifiuti l’egoismo di pochi mirato sul profitto materiale unilaterale, come sta facendo ora questo governo, e si dia in mano alla gente il potere di scegliere i suoi candidati, senza che essi vengano calati dall’alto, dai partiti, snobbando ogni principio di democrazia.

Altrimenti, alla fame che c’è già oggi, si aggiungerà anche la violenza ! E la colpa sarà soltanto di chi ora ci sta governando a questo modo, espellendo, come fa la forza centrifuga di una lavatrice, quelle forze sociali che non sono in grado di stare al passo.

Spero che le mie parole pesanti possano sortire qualche effetto ! Anche se ne dubito assai.

ARNALDO DE PORTI




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23 dicembre 2008
BUON NATALE ALLA POLITICA !
 

BUON NATALE A TUTTI, ANCHE A … BERLUSCONI ED AI SUOI FIDI !

Non so più quale dialettica adottare per farmi capire, anche da coloro che politicamente la pensano come me, ad esempio i vari Veltroni, Di Pietro, Bersani ecc.ecc. , tanto da essere preso da un senso grave di sconforto da cui faccio fatica ad uscirne. Non lo nego e non mi vergogno di affermarlo anche ad alta voce.

Quando osservo poi Berlusconi, in particolare i suoi portavoce, ho la sensazione, anzi la certezza, che essi ripetano a memoria un “menu” giornaliero, come quello di un ristorante, dettato dal capo, ove la parola “sinistre, alias pietanza proposta dallo chef del ristorante, deve apparire come sinonimo di disgrazia, di nefasta rovina e quant’altro.

Quando, lo ripeto per l’ennesima volta, sento Veltroni and Co., non posso che disapprovare quel suo senso di pseudo- evangelica e corretta dialettica politica, quasi preparata apposta, per facilitare il compito agli avversari. Ed allora che dire ?

Io penso, e credo di avere titolo per dirlo avendo la stessa età di Berlusconi ed essendo sicuramente più ricco di lui (non in termini economico-finanziari ovviamente), e per di più dopo aver lavorato nel suo “entourage milanese” durante gli anni in cui egli le “sparava e le faceva sparare grosse” come adesso, che egli debba fare umile autocritica ed ammettesse che vende solo fumo. E non aggiungo altro.

Quanto a Veltroni, come ho già detto al suo entourage locale e non almeno un migliaio di volte, io gli suggerisco di essere più “dipietrista”, assecondando i principi dell’ex PM, non tanto perché il “faire-play” con Berlusconi non paga e costituisce al contrario uno strumento che facilita il compito ai “volponi” di turno, ma anche perché, ora come ora, Di Pietro è l’unico che sa portare avanti, se volete anche a modo suo, il discorso della morale nella politica, politica che, ora come ora, lasciatemelo dire, è una fogna a cielo aperto, ove il parlamento, come diceva anche Indro Montanelli, è diventato un “rifugio per mariuoli”, al riparo da rogne giudiziarie, a cominciare da Berlusconi (lodo Alfano docet !), fatta salva qualche rara eccezione.

Vorrei che, a Natale, si realizzasse un sogno. Vorrei che questo giorno del povero Gesù Bambino, nato in una stalla, portasse un po’ di decenza dialettica in Berlusconi, il quale finge, in nome di un fasullo ottimismo, di non vedere che l’Italia è ai minimi storici quanto a fame. Mentre a Veltroni, vorrei suggerirgli di cambiare registro con Di Pietro, anche se ciò può costare caro con riferimento all’UDC di Casini.

Oggi come oggi mi sentirei di dire che ci vorrebbe una seconda “Mani pulite”, ma esiste il reale politico che una tale eventualità, bloccherebbe l’intero paese.

Questo è il mio pensiero. Buon Natale a tutti, indistintamente ! In particolare agli Italiani che soffrono, ora persino la fame, come ha rilevato anche l’ISTAT proprio ieri.

ARNALDO DE PORTI

dearstern@hotmail.com




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16 dicembre 2008
DE PORTI-LITTIZZETTO. RIPORTO PER DARE UNA NOTA DI ALLEGRIA AL MIO SITO...
 

Littizzetto, regina della satira
"Politici, spetta a noi far ridere"'

 

ROMA - Dopo una settimana di polemiche, ospiti di destra/ospiti di sinistra, domenica Luciana la peste ha deciso di pareggiare i conti a modo suo. Foglio in mano con una trentina di definizioni lusinghiere del premier Berlusconi: "Sire, Grand marnier, gran visir, gran moka da 12, Ettore di tutte le troie (intese come città), pezzo mancante delle sorprese Kinder...". Uno sberleffo ci seppellirà: Luciana Littizzetto scala le classifiche dei libri (l'ultimo è La Jolanda furiosa, Mondadori), travolge Fazio a Che tempo che fa e accompagnando al piano Bocelli svela la trama gay di Musica proibita di Gastaldon. "Il garzone del testo non vi fa venire qualche sospetto?".

Luciana, cominciamo dalla tv.
"Spero che ci lascino lavorare, non ci sono complotti da nessuna parte. Il più delle volte se uno di sinistra va a parlare in tv porta voti alla destra, e chi è di destra porta voti alla sinistra: si danneggiano da soli. Pazzesco: inviti un Nobel e nessuno se ne accorge, arriva il sottosegretario alla sottominchia e giù polemiche".

Si può parlare di qualsiasi argomento?
"Non ho soluzioni e non pretendo di averne, vorrei sottolineare l'inversione di ruoli: comici che fanno i politici e politici che usano il linguaggio dei comici, cosa molto pericolosa. I politici devono essere persone a cui prestiamo attenzione perché sono autorevoli".

Lei davanti a cosa si ferma?
"Non si può ironizzare sulla cronaca. È la vita delle persone, diventi cinico e non è la mia cifra, non ho la cattiveria nel Dna".

Però non le manda a dire.

"Mi viene lo sberleffo, è vero, ma l'aggressione no".

Da un po' si occupa molto di cacca.
"Di cosa posso parlare? La politica è campo minato, la chiesa non ne parliamo. Per far ridere la cacca non fa male a nessuno, non a caso i bambini appena la nomini si sbellicano. Inquieta i puristi, che immagino non la facciano mai. Sa cosa diceva mia nonna? Al è al tun ca fa la müsica, è il tono che fa la musica. Benigni ne è la prova".

Si riferisce al famoso duetto con la Carrà?
"Certo: elencava tutti i sinonimi della passera, ma quando pensi a una cosa volgare non pensi mai a quello. Chapeau, dalla sua bocca può uscire tutto, e quando deve essere alto, è alto".

A proposito, lei ha ribattezzato l'organo femminile Jolanda, quello maschile Walter. Ha più incontrato Walter Veltroni?
"Non l'ho incontrato... Abito a Torino e incontro Chiamparino, che si chiama Sergio, però ci sono alcune Jolande e alcuni Walter che mi fermano: "Abbi pietà di noi, ci prendono in giro tutti".

Scrive nel libro: "Piuttosto che fare l'amore col proprio uomo certe donne preferirebbero scalare il Monviso con le infradito".
"È così. La verità è che non ci manca il desiderio del walter, quello che non desideriamo più è il portawalter. Ora hanno inventato la pillola che riaccende il desiderio. Sa cosa devono fare per riaccendere il desiderio? Inventare una pastiglia che ci renda orbe. Così non vediamo più gli uomini mentre fanno boiate. Il desiderio ci va via, non è una roba fisiologica ma mentale. Ma ha letto di Berlusconi?".

Che ha detto?
"Berlusconi vuole farci arrivare a 120 anni. Bene: la prima comunione a 40 anni, il primo bacio a 50, mi sento già rovinata così, ma lui ci arriverà. Piega le corna delle mucche a mani nude".

Cosa risponde a chi l'accusa di fare "satira da massaia"?
"È un grande complimento, è la lettura delle cose che fanno le persone normali e comuni. "Normale" e "comune" sono bellissimi aggettivi. Non vuole dire essere persone stupide, ma persone che si fanno domande e cercano di darsi risposte. Senza essere Marzullo. Non è tutto bianco o nero. Il beige e il grigio non sono sempre segno di mestizia, ma segno che siamo diventate più sagge".

A Che tempo che fa, Fazio fa il saggio, lei la spericolata.
"Il comico ha bisogno di una spalla e Fabio è perfetto. Sta al gioco quando improvviso, più si preoccupa e si dispera, più aumenta l'effetto comico. Ma, comici a parte, da noi puoi vedere persone che non si vedono mai: io ho capito il senso e la violenza della guerra solo da Mario Rigoni Stern, ho capito la potenza del male dai suoi occhi che ancora non si erano rassegnati, la guerra te la porti dentro".

Poi ci sono i divi.
"Clooney l'ho mancato, lo scrivo nel libro, sapevo che sarebbe venuto e per sessanta giorni ho fatto i piegamenti sui seni per fortificarli. Fabio i figaccioni li mette al sabato. Mickey Rourke è un gatto del Colosseo, pazzesco, disperato, mi è proprio piaciuto ".

La tv lascia il segno?
"La televisione non ti cambia mai, ti rilassa, ti fa passare il tempo, ma è difficile che ti cambi, invece il cinema sì. Ti cambia".

C'è una frase che apre "La Jolanda furiosa": "Devi sapere cosa vuoi altrimenti devi prendere cosa viene".
"Vado al ristorante cinese a Torino, era scritta nel menù. Una folgorazione. È così per tutto: eutanasia, testamento biologico... Uno diventa ministro, ha ancora il flûte in mano e con la Bic firma la riforma. Ma fatti spiegare da quelli che ne sanno di più, no?".


(16 dicembre 2008)




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15 dicembre 2008
I RIECCOLI...RIVISTI !
 

“I RIECCOLI”, titolava il n. 71 di “EUROPA” nella prima pagina dell’ 8 aprile 2008. Titolo doloroso, da me condiviso in toto, anche se mi ha fatto gelare la schiena dall’amarezza e dallo sconforto.

Ora, a 7-8 mesi dalla predetta data, bisognerebbe aggiungere: “Italiani, non ci credevate, ma ora la frittata è fatta”.

Non sto ad elencare fatti e misfatti di questo governo in quanto ogni italiano ora sta pagando sulla propria pelle i danni perpetrati dai “rieccoli”, eccezion fatta per coloro che non hanno nulla da perdere e che possono pertanto cantare il famoso brano dal Rigoletto “questa o quella, per me pari sono”, nonché per gli addetti ai lavori che io ho sempre considerato degli “yesman” a servizio del “rieccolo”.

Ora il momento è gravissimo e, proprio per questo, ci vorrebbero degli uomini all’altezza. Quali potrebbero essere ? Francamente avrei immani difficoltà a trovarne uno. Prescindendo da Berlusconi che io considero una nullità come capo del governo, vorrei ricordare anche Brunetta che, proprio ieri in tutti i mass-media, ha detto che gli uomini non vogliono che le donne, quindi le mogli, vadano in pensione prima dei 65 anni, in quanto i mariti, ad una certa età, hanno bisogno di badanti…Perché questo è il senso del suo sragionare indignitoso rispetto a noi uomini, ma anche rispetto al mondo femminile !

Vorrei offrire una piccola razione di critiche anche al Ministro Tremonti, il quale, sì è accorto soltanto ora delle tante “Parmalat”, rivenienti da un’economia drogata, supportata da un sistema bancario obsoleto (Centrale dei Rischi inaffidabile in tutto), quando io, modesto cittadino, l’avevo già scritto alcuni anni prima sui mass-media, ma anche in alcuni miei libri. Quindi in tempi non sospetti. (Vedi. anche facendo una ricerca su Google) !

ARNALDO DE PORTI

dearstern@hotmail.com




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12 dicembre 2008
DI PIETRO CONVINCE SEMPRE DI PIU' ?
 

IO, DEL PARTITO DEMOCRATICO, RAGIONO COME DI PIETRO

Sulla stampa di oggi, mentre Veltroni e Casini si mostrano, in un certo qual modo, disponibili ad un tavolo comune sulla giustizia (notizia che, lasciatemelo dire, è una farsa in quanto Berlusconi mostra sempre un paternalismo politico compassionevole verso l’opposizione per poi, come sempre è avvenuto, fare i fatti suoi), raccolgo contestualmente ed approvo in toto le affermazioni di Antonio Di Pietro, il quale, fermo nelle sue posizioni, in pratica è l’unico che fa una vera ed onesta opposizione. Oserei aggiungere che, di questo passo, il leader dell’Italia dei Valori, definito “contadino” da certuni e “fascista” da altri, potrebbe fra non molto essere l’unico punto di riferimento credibile dell’attuale opposizione. Ciò senza nulla togliere agli esponenti del partito democratico, di cui io faccio parte.

Egli non ne vuol sapere più di Berlusconi, nemmeno se quest’ultimo (lo dico in veneziano) gli dovesse portare…l’acqua con le orecchie. E non gli si può negare certo che egli non abbia ragioni da vendere, se è ben vero che, in questi due lustri abbondanti di presenza berlusconiana, il nostro premier ha sempre avuto a che fare con la giustizia. Domanda: “ Come ci si può fidare pertanto di un soggetto simile che, pure io, ho cancellato, come uomo politico, dalla faccia del pianeta ? Opinione la mia, largamente suffragata da quanto scrivono oggi i giornali stranieri in base ai quali Berlusconi sarebbe un “arruffapopolo imprevedibile ed egoista”, tanto da meritarsi una solenne bocciatura con classifica all’ultimo posto nella graduatoria della stampa UE ?

A me pare impossibile che gli Italiani non capiscano queste cose. Come si può dire loro che un Berlusconi non può governare, ma solo comandare grazie ai suoi ingenti mezzi, che sono il frutto di un insieme di combinazioni politico-commerciali ? E’ stata infatti la sinistra di Craxi-Pilliteri a favorirlo, proprio nel momento in cui partiva la televisione commerciale, e ciò prescindendo dalle grane giudiziarie continue sia precedenti che attuali ?

A meno che, come mi diceva sabato scorso a tavola un esponente di una emittente televisiva veneta durante un pranzo presso un noto ristorante di Selvazzano-Padova, si debba accettare che ogni imprenditore ha i suoi scheletri nell’armadio.

Come dire: “ Ed allora ripristiniamo anche Licio Gelli..."



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11 dicembre 2008
MUCCA PAZZA, ORA MAIALE PAZZO E QUANDO.....L'UOMO ?
 

CORRIERE ALPI 11 DIC. 2008

FERDINANDO CAMON : “DOPO LA MUCCA, ORA IL MAIALE PAZZO”

E L’UOMO QUANDO LO AGGIUNGE ?

Il Corriere delle Alpi, come sempre, invita alla lettura, vuoi per chiarezza e forma editoriale, vuoi per la sua apertura verso i lettori. Proprio per questo, vorrei fare due considerazioni su altrettanti pezzi che ho letto oggi.

Il primo. “Dopo la mucca, maiale pazzo”, titola in prima pagina l’editoriale di Ferdinando Camon che leggo sempre molto volentieri. E se si aggiungesse anche…l’uomo dopo la mucca ed il maiale, dato che, almeno dai fatti che si registrano quasi tutti i santi giorni, specie in chiave socio-politica (più politica che socio), questa eventualità non pare poi un traguardo molto lontano ? Il noto filosofo Rudolf Steiner, già molti anni fa, scriveva: “ L’uomo, probabilmente sconfiggerà anche il cancro a breve, ma non saprà esimersi dalla pazzia collettiva” Lascio a chi avrà la bontà di leggermi di riflettere su questo mio pensiero, se vuoi anche forzato, ma quanto forzato è se, già qualche anno fa, pure il sottoscritto che conta poco rispetto al predetto filosofo austriaco, in un libro di 420 pagine, scriveva alcuni capitoli a titolo : “Ma l’uomo moderno è davvero sano di mente ?” Ed ancora “Siamo già con forte anticipo alle porte della pazzia collettiva “? Libro, molto voluminoso, che consegnerò alla prossima favorevole occasione alla Redazione di questo quotidiano con preghiera di leggere i pezzi a pag. 40 e 146 ?

Il secondo. Il signor Luciano Battiston di Valle di Cadore (su lettere al quotidiano, pag. 10) si dice contrario all’assegnazione della medaglia d’oro ai Caduti di Nassyria, a ricordo dei quali è stato eretto un monumento a Belluno qualche settimana fa, giustificando la sua contraietà adducendo che anche tutti gli altri caduti per la patria dovrebbero avere lo stresso diritto, se non addirittura di più, in quanto quelli di Nassirya erano volontari retribuiti, mentre gli altri erano precettati e privi di qualsiasi attenzione. Giusto o sbagliato che sia, io comprendo sia l’una che l’altra considerazione, riconducendole entrambe ad un comune denominatore: la morte per gli altri, quindi tutti eroi.

Ciò che invece assolutamente non tollero, come del resto ho già detto agli amici carabinieri, nella mia veste di tesserato dell’Associazione Nazionale, che si strumentalizzi la morte dei 19 militari. Troppo spesso infatti, al di la dell’importanza della canzone che è stata composta sui carabinieri di Nassirya, a titolo “Eravamo in diciannove…” mi capita di vedere su Canale Italia, i vari Castelli, Fini, La Russa ed altri che, con la mano sul petto, ostentano sentimenti di dolore che, a mio modo di sentire, tali non sono.

Non sarebbe più corretto se essi soffrissero in silenzio, come fanno dignitosamente le famiglie dei caduti ? Considerato che è stato proprio questo governo a mandarli alla morte, addirittura contro le implorazioni di Papa Woytila ?

Non saranno solo lacrime di coccodrillo o di accattivante strumentalizzazione politica ?

ARNALDO DE PORTI




permalink | inviato da ardeport il 11/12/2008 alle 15:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
11 dicembre 2008
IO, STALINISTA-LENINISTA ? LUI, PADRONE DELLE FERRIERE
 

APRITE GLI OCCHI, STIAMO APRENDO ALLA DITTATURA. IO, UOMO DI CENTRO, SONO D’ACCORDO CON EPIFANI E NON CON LE PAPPE MOLLI SINDACALI DEI BONANNI…E DELL’AMICO PRIMO TORRESIN DI BELLUNO CHE STIMO MOLTO COME PERSONA

Sono nato in periodo di dittatura e, purtroppo, temo di morire in un periodo di una seconda dittatura, con la sola differenza che il primo periodo si chiamava fascismo e l’attuale berlusconismo.

Ora l’imbonitore di Arcore vuol cambiare la costituzione che è, piaccia o non piaccia, una delle migliori del mondo, non solo, ma in un periodo di fame come questo, egli chiude alle opposizioni, dicendo che esse sono marxiste e leniniste. Che squallore politico per gli anni 2000 !

Se io, uomo di centro, vengo definito marxista-leninista da Berlusconi, dovrei rispondere a Berlusconi, senza mezzi termini, che lui per me è uno dei peggiori padroni delle ferriere, ove la dominanza capitalistica la fa da padrona rispetto alla dignità delle persone per bene e che soffrono in silenzio a causa dello squallore di questi uomini !

Questa mattina ho letto una lettera-mail pervenutami da uno studente universitario di Milano che, in perfetta sintonia con quanto volevo scrivere, riporto pari pari, rispecchiando essa fedelmente il quadro della politica italiana, con riferimento ai giovani:

“” Buonasera signor Arnaldo,

non so se si ricorda di me, sono un ragazzo che le ha fatto un'intervista riguardo la possibilità di estrarre il gas nella zona del Nord Adriatico e le eventuali conseguenze che tale decisione porterebbe a livello costiero .

Eravamo in sintonia in merito al nostro orientamento politico in quanto ci riconoscevamo legati alla corrente dei cristiano-sociali.

Io sto ancora studiando e mi diletto ogni sera a fare interviste fin quando me lo consentiranno, visto che la mia azienda sta decidendo in merito ai nuovi contratti. A causa di questa mia condizione di precario, ma non solo, molto probabilmente parteciperò alla manifestazione del 12 dicembre in occasione dello sciopero generale.

Tale data mi riporta alla strage di Piazza Fontana, luogo che percorro pressoché tutti i giorni per giungere in Università.

Quanto tempo è passato da quel periodo, dall'"Autunno caldo", dall'inaugurazione della "strategia del terrore";l'Italia da quel momento ha preso una brutta china sia a livello economico, sia politico.

Quanto lontano il "miracolo economico" che aveva permesso di trasformare un paese agricolo in uno dei grandi paesi industrializzati.

E ora ci troviamo in una economia tutta basata sui servizi,in verità fondata sul nulla.

Ha ragione Piero Bevilacqua, storico e acuto osservatore quando afferma che "Il circolo virtuoso del progresso precipita nel suo contrario generando nuove forme di povertà, degradazione ambientale, insicurezze, perdita di relazioni e senso della vita".

Il popolo italiano si ritrova smarrito:per necessità deve accettare la social-card che, come lei ha scritto, ci riporta al tempo della tessera fascista.

In tutto questo il nostro Presidente del Consiglio sogna di diventare mediatore tra USA e Russia per aumentare il suo prestigio.

Per fortuna nel mondo non ci sono molti sprovveduti che credono in lui, come invece avviene in Italia.

Notizia di oggi che il cavaliere riapre a Casini, ma non si metterà al tavolo delle trattative sulla Riforma sulla giustizia col PD: presa di posizione degna di un dittatore non curante del fatto che in paese democratico vi è un'opposizione. Forse ho esagerato con quest'ultimo termine visto che Veltroni,impantanato in beghe di partito, non riesce a dare una linea chiara che porti il PD ad avere un consenso solido.

Il problema sta proprio nel creare un legame forte con la popolazione,evitando scandali e dimostrando che il partito lotta veramente per il cambiamento e per il bene comune:lunga è ancora la strada visto che anche nel mio paese che conta 16.000 persone il PD si sta comportando come un partito corrotto e legato agli interessi privati. Ciò mi ha indotto a candidarmi, l'anno scorso, in una lista civica.

Tutto questo discorso per dirle che sono preoccupato per il futuro, non vedo nessuna prospettiva e nessun progetto che traghetti l'Italia fuori da questo periodo nero e il fatto che il comandante della nave sia Berlusconi mi fa correre i brividi lungo la schiena... “”

Credo che questa lettera sia piuttosto eloquente in merito al malumore che serpeggia fra le nuove generazioni.

Per parlare delle cose di casa nostra, vorrei infine chiedere all’amico Torresin, segretario provinciale della Cisl, persona che tra l’altro stimo molto, se il suo atteggiamento contro lo sciopero deriva dal fatto che il suo capo Bonanni ha imposto le cose dall’alto costringendolo a seguirlo per dovere di partito, oppure perché ne è davvero convinto dato che, proprio qualche giorno fa in TV e nei media ha detto papale papale :

“Il malumore cresce e non so dove porterà…”

Te lo dico io dove porterà, Caro Primo Torresin: porterà alla eliminazione anche dei sindacati, istituzioni che fan parte della democrazia.

Quindi adesso lo sai ….

ARNALDO DE PORTI

dearstern@hotmail.com




permalink | inviato da ardeport il 11/12/2008 alle 7:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
9 dicembre 2008
BERLUSCONI CHE INEGNA LA MORALE, MI ARE UNO' TROPPO... ?
 

BERLUSCONI CHE MI DA LEZIONI DI MORALITA’ ?

OK, MA SOLO SE IL VOCABOLARIO HA MODIFICATO IL SIGNIFICATO DEL SOSTANTIVO…

(Silvio Berlusconi) (Arnaldo De Porti)

Se questo nostro primo ministro ha la sfrontatezza di fare certe affermazioni, io sono costretto, fintantoché la democrazia me lo permette (ma non per molto tempo ancora, vedrete, dopo la riforma della giustizia a suo uso e consumo) a ricordargli che questo presidente ha ancora 4 procedimenti congelati dall’incostituzionale Lodo Alfano che egli stesso ha voluto per tirarsi fuori dai guai giudiziari e che, dai tredici processi a suo carico, egli è uscito indenne, in molti casi grazie proprio alle sue leggi, “ad personam”.

Detto questo, vorrei chiedere agli Italiani se si sono mai chiesti perché il clima politico sia così avvelenato e non sia mai balenato loro per la testa che, se non ci fosse stato Berlusconi, ci sarebbe stata una diversa socialità fra i vari strati della popolazione che, ancor oggi, continua a credere alle immagini che vengono propinate in TV e non ai fatti concreti ? Io, per assurdo, sarei disposto ad accettare Fini quale a capo del governo, pur essendo egli diametralmente in antitesi rispetto alle mie idee, ma almeno lui è persona seria, che rispetta le istituzioni. Poi, si sa, la politica è cosa che tutti conosciamo. Ho anche il coraggio di affermare, per una sorta di par condicio della dialettica, che le sinistre di Bertinotti and co., sono da me vituperate, per cui non si potrà mai dire che non cerco di essere onesto ed obiettivo. Sia da una parte che dall’altra !

Ma sentire che Berlusconi parla di moralità da “insegnare agli altri”, ciò mi infastidisce e mi umilia, così come, a suo tempo, mi ha umiliato il suo discorso relativo all’ “esportazione della democrazia in Iraq”, come se la democrazia fosse una merce, tipo patate o melanzane..

Mi guardi sulla foto, Caro signor Berlusconi, e così avrà modo di conoscermi sia pur in maniera virtuale: forse sarà arbitrario esprimere giudizi guardando delle foto, ma essendo coetanei io mi prendo questo piccolo arbitrio, dicendoLe che io ragiono in maniera onesta e non mercantilistica, come invece Lei ha fatto anche ieri l’altro con il Clero (ripristino dei fondi alla scuola privata, docet !)

Penso però che gli Italiani sapranno darsi una “mossa” quando, grazie alla fame molto vicina (evento mai successo con gli altri governi !), dovranno pur ricredersi sul berlusconismo, vera piaga immorale del paese, che non è certo rappresentata dal Pd, ove, purtroppo, inquisiti ed anche condannati, la fanno da padroni.. fatte salve le solite eccezioni, sia a destra che a sinistra.

Signor Berlusconi, se non ha nulla da fare, lo vada a…fare in altri posti, perché di lei sono veramente stufo.

ARNALDO DE PORTI




permalink | inviato da ardeport il 9/12/2008 alle 11:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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